museo di Santa Giulia

Santa Giulia Museo della Città è posto all’interno di uno dei più straordinari edifici cittadini, il monastero di Santa Giulia, frutto di stratificazioni che dall’età romana giungono sino ai giorni nostri, con edifici monumentali perfettamente conservati dell’età longobarda, medievale e rinascimentale. Questi edifici si intrecciano con le straordinarie sopravvivenze archeologiche dell’età romana e altomedievale e con le ricche collezioni del museo, per costituire una sorta di storia dell’arte e dell’architettura da sfogliare e percorrere.

Il monastero di Santa Giulia fu fondato da Desiderio, ultimo re dei Longobardi, nel 753. A quest’epoca risale anche la chiesa di San Salvatore, con il ricco apparato decorativo di marmi e stucchi coevi. Il monastero subì un primo radicale rifacimento alla metà del sec. XII, quando furono ricostruiti i chiostri, fu realizzato l’ampliamento della cripta di San Salvatore e edificato l’oratorio di Santa Maria in Solario. All’epoca rinascimentale risale il generale riordino edilizio del monastero con la costruzione del chiostro detto dell’Ortaglia e la realizzazione del Coro delle Monache nell’area del sagrato della chiesa di San Salvatore.

Sul davanti di questa costruzione alla fine del Cinquecento fu realizzata la chiesa di Santa Giulia. Con poche trasformazioni il monastero giunse indenne sino alla sua soppressione avvenuta nel 1798.
Ridotto a caserma di cavalleria e spogliato dei suoi beni mobili, la struttura subì un progressivo degrado che fu fermato dall’acquisizione dell’intera proprietà da parte del Comune nel 1966. Poterono quindi iniziare le operazioni di recupero architettonico e di allestimento del nuovo museo che hanno portato all’attuale rinascita del complesso di Santa Giulia.

Dal 1 marzo 2003, inoltre, il Museo di Santa Giulia si arricchisce di una speciale e grande novità. Caso unico nel panorama italiano, i visitatori hanno la possibilità di passare dalle sale dei settori archeologici del museo direttamente in abitazioni di età romana: le Domus dell’Ortaglia. In seguito agli scavi del 1968 e del 2001, sono state scoperte queste domus risalenti pare all’inizio del I sec. d.C., le cui stanze, con pavimenti a mosaico e pareti affrescate secondo schemi decorativi e mode tipici di Roma e Pompei e arricchite da fontane e lastre di marmi preziosi, sono visitabili su una superficie di oltre 1000 mq.

Le domus costituiscono una delle testimonianze più eloquenti dello splendore di Brixia romana, con il Capitolium ed il Teatro situati nelle immediate vicinanze, lungo il decumanus maximus. Con l’apertura delle domus, Brescia e il suo Museo aggiungono un tassello alla realizzazione di un parco archeologico urbano, decisivo per la valorizzazione della storia della città e dei suoi abitanti.